16 août 2007

Vendredi 10 août 2007. Reggio di Calabria...

Syracuse-Reggio.

Quitter la Sicile pour retrouver le continent, trop vite... Reggio est une ville de transit, au bord du bras étroit de mer qui sépare l'île du continent. Sur la promenade du bord de mer, une animation radio diffuse les hits de l'été. Des jeunes se pressent tandis que les policiers fument, en discutant. Une ville de transit, rien si ce n'est cet entredeux, entre la Méditerranée et la côte ionienne. Rien que cet entredeux de notre voyage, de nous... C'est déjà beaucoup.

Lise.


Reggio di Calabria.

Transit. un train, et un train dans un bateau, on parcourt le minuscule espace de mer qui sépare ces 2 Italies. Reggio fait partie de ses villes haltes, ni attachantes ni repoussantes, on y passe trop fatigué pour avoir une opinion affirmée. La Sicile est à la fois lointaine et toute proche. Ce soir sur l'île en face, il pleut, le ciel est gris, noir… Ici, il fait bon, une fois de plus, nous avons semés les nuages en route...

Anne.

4 commentaires:

milo a dit…

Anadavano col treno giù ne Meridione
Per fare une grande manifestazione
Il ventidue d'ottobre della settantadue
In curva il treno che pareva un balcone
Quei balconi con le coperte
Per la processione
Il treno era coperto di bandiere rosse
Slogan, cartelli e scritte in mano
Da Roma Ostiense mille e duecento operai
Vecchi e giovani e donne
Con i bastoni e le bandiere arrotolate....
....
E ricchiamano "andiamo via Cassino
Compagni da qui a Reggio.....

(extrait de: I TRENI PER REGGIO CALABRIA, chanson de Giovanna Marini

+ affections
Milo

milo a dit…

.Persi le forze mie persi l'ingegno
la morte mi è venuta a visitare
«e leva le gambe tue da questo regno»
persi le forze mie persi l'ingegno.
Le undici le volte che l'ho visto
gli vidi in faccia la mia gioventù
o Cristo me l'hai fatto un bel disgusto
le undici volte che l'ho visto.

Le undici e un quarto mi sento ferito
davanti agli occhi ho le mani spezzate
la lingua mi diceva «è andata è andata»
le undici e un quarto mi sento ferito.

Le undici e mezza mi sento morire
la lingua mi cercava le parole
e tutto mi diceva che non giova
le undici e mezza mi sento morire.
LAMENTO PER LA MORTE DI PASOLINI
(Giovanna Marini)

Mezzanotte m'ho da confessare
cerco perdono dalla madre mia
e questo è un dovere che ho da fare
mezzanotte m'ho da confessare.

Ma quella notte volevo parlare
la pioggia il fango e l'auto per scappare
solo a morire lì vicino al mare
ma quella notte volevo parlare
non può non può, può più parlare.

+ affections
Milo

milo a dit…

Voilà le texte en ordre!
+ affections
Milo
LAMENTO PER LA MORTE DI PASOLINI
(Giovanna Marini)

Persi le forze mie persi l'ingegno
la morte mi è venuta a visitare
«e leva le gambe tue da questo regno»
persi le forze mie persi l'ingegno.

Le undici le volte che l'ho visto
gli vidi in faccia la mia gioventù
o Cristo me l'hai fatto un bel disgusto
le undici volte che l'ho visto.

Le undici e un quarto mi sento ferito
davanti agli occhi ho le mani spezzate
la lingua mi diceva «è andata è andata»
le undici e un quarto mi sento ferito.

Le undici e mezza mi sento morire
la lingua mi cercava le parole
e tutto mi diceva che non giova
le undici e mezza mi sento morire.

Mezzanotte m'ho da confessare
cerco perdono dalla madre mia
e questo è un dovere che ho da fare
mezzanotte m'ho da confessare.

Ma quella notte volevo parlare
la pioggia il fango e l'auto per scappare
solo a morire lì vicino al mare
ma quella notte volevo parlare
non può non può, può più parlare.

Anonyme a dit…

Ta Maman, Anne, a dû vivre tout cela un peu avant Toi... sans appareil numérique, les photos dans sa mémoire!